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NEWSLETTER #48 – Settembre 2026
Ricominciamo l’anno scolastico con un po’ di spunti pratici per riprendere con sprint e idee nuove a settembre. Doveroso anche l’aggiornamento sulla questione Meta, minori e dipendenze da social.
Rimboccatevi le mani e prendete appunti, ce n’è per tutti!
Gli argomenti di settembre:
- ⚖️ Social, minori e responsabilità: Meta paga, ma la questione resta aperta.
- 🔬 L’IA entra nella mente (quasi): il progetto di Meta che apre nuovi scenari per chi comunica
- 💍Ti sposeresti al primo appuntamento? L’errore che fanno quasi tutte le scuole usando gli indicatori sbagliati
- 🌍 Il mercato sta cambiando: meno studenti, nuovi target, nuove regole del gioco
⚖️ Social, minori e responsabilità: cosa succede ora
📌 Segnalato da Giulia
Meta paga, ma la questione resta aperta.
Nei mesi scorsi avevamo raccontato la crescente pressione legale su Meta per il modo in cui Facebook e Instagram sono progettati e per i possibili rischi sul il benessere degli adolescenti.
Il 26 agosto 2026 Meta ha raggiunto un accordo con gli Stati (pagherà fino a 16,7 miliardi di dollari e introdurrà nuove misure per la protezione dei minorenni) chiudendo il processo avviato il 18 agosto a Oakland.
Un esito molto più rapido del previsto.
Per Meta è rilevante non solo la cifra, ma il precedente: l’accordo evita un verdetto potenzialmente sfavorevole su design, engagement algoritmico, sicurezza minori e raccolta dati. Per scuole e famiglie, il segnale è che le piattaforme social saranno sottoposte a standard più stringenti di verifica dell’età, privacy e protezione degli adolescenti negli Stati Uniti.
Ma senza sentenza, l’accordo lascia margine di incertezza: non sappiamo ancora quali modifiche verranno introdotte né in quale misura.
E intanto anche l’Europa si muove. Dopo l’accordo USA, la Commissione europea ha confermato il confronto con Meta; il 17 settembre ha inoltre presentato l’EU KIDS Act, una proposta che prevede accesso graduale ai social in base all’età, verifica dell’età e maggiore protezione «by design» per i minori.
Il provvedimento dovrà ora essere discusso da Parlamento europeo e Consiglio, mentre la Commissione ha già rilevato in via preliminare che il design di Facebook e Instagram viola il Digital Services Act.
👉 Leggi: Meta agrees to pay $18 billion to settle US lawsuits over children’s social media addiction
🔬 L’IA entra nella mente (o quasi)
📌 Segnalato da Edoardo
Ti occupi di campagne pubblicitarie, landing pages e copy? Allora questo progetto di Meta potrebbe interessarti. Si chiama TRIBE v2 ed è un modello di ricerca che prova a prevedere come il cervello umano reagisce a immagini, video, audio e testi.
Immagina di poter confrontare due versioni dello stesso contenuto e avere una stima di quale attirerà più attenzione o coinvolgimento, ancora prima di pubblicarlo.
Il modello prevede risposte neurali a video, audio e testo, permettendo di confrontare varianti di contenuti per vedere quale attiva di più reti come l’amigdala (emozioni) o il nucleus accumbens (engagement).
“Non è uno strumento pronto all’uso come ChatGPT” ci dice Edoardo “ma è un assaggio di come, nei prossimi anni, potrebbe evolvere il modo in cui progettiamo e valutiamo la comunicazione”.
👉 Qui un video che spiega come fare: Come utilizzare gratuitamente l’IA di Meta per la lettura del cervello (TRIBE v2)
💍Ti sposeresti al primo appuntamento?
📌 Segnalato da Matteo
Ecco un errore molto, molto, comune: aspettarsi che una campagna rivolta a chi non conosce ancora la scuola generi subito richieste di iscrizione. Come osserva Matteo, è un po’ come aspettarsi che qualcuno ci sposi al primo appuntamento.
Bisogna ricordarsi che ogni fase del percorso che porta una famiglia dalla scoperta di una scuola fino all’iscrizione va valutata con gli indicatori giusti.
- Awareness: reach, impressioni, visualizzazioni video, watch time, engagement, click-through rate.
- Consideration: visite alle landing page, download di brochure, registrazioni a webinar, aperture di form di contatto, registrazioni agli open day, costo per conversione.
- Decision: costo per richiesta di contatto, costo per appuntamento, application start, application completate, conversion rate, key events in Google Analytics.
- Enrollment: application completate, depositi versati, conferme di iscrizione, student start, costo per iscritto per canale.
Ma tutto questo, senza lavorare sul brand, non basta.
Ecco spiegato: costruire riconoscibilità e fiducia nel tempo abbassa il costo di acquisizione nel lungo periodo, perché quando lo studente arriva in fase di decision il nome della scuola gli è già familiare. Chi non investe mai in brand si trova dopo qualche anno con campagne di performance sempre più costose e non sa perché. Il perché è che parte ogni volta da zero nella testa delle persone.
🌍 Il mercato sta cambiando
📌 Segnalato da Andrea B
In vent’anni i diciannovenni in Italia saranno il 37% in meno.
Oggi le coorti di potenziali matricole sono circa 580.000, ma dal 2030 inizierà un calo sistematico di 13-14.000 persone all’anno. Nel 2045 ci saranno meno di 400.000 nuovi studenti universitari.
Questo è lo scenario perturbante disegnato dal Rapporto dell’Osservatorio MHEO della Statale di Milano.
Per adattarsi, le istituzioni devono aprirsi ad altre fasce d’età e ripensare radicalmente la propria attrattività. Le università milanesi si stanno già muovendo:
- la Cattolica ha lanciato una triennale serale (lezioni dalle 18.20 alle 21.40);
- la Statale ha aperto due lauree online;
- il Politecnico offre Ingegneria Informatica a distanza;
- Bicocca ha percorsi blended;
- Tutti stanno introducendo agevolazioni per studenti lavoratori e iscrizioni part-time.
- Alla Statale gli studenti part-time sono passati da 1.412 nel 2020 a 2.199 oggi, e oltre l’80% di loro lavora.
Se le università iniziano a competere per gli adulti e i lavoratori, questo cambia il posizionamento di tutta la formazione post-diploma: ITS, master, corsi professionali, eccetera.
È un mercato che si sta riscrivendo e cambieranno le regole del gioco.
Voi che strategia avete messo in atto?
👉 Leggi: Sfida demografica calo iscritti
Dal BLOG di Education Marketing Italia
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Gli articoli che questo mese abbiamo scritto per voi:
👉 Il sito web della scuola: come trasformarlo in uno strumento di storytelling e comunicazione
Valeria: “Il sito web non è solo una vetrina informativa: è il primo luogo in cui una scuola racconta la propria identità, costruisce fiducia e accompagna le famiglie nella scelta“.
👉 Place-based education: dalla teoria alla pratica per imparare sul territorio
Ilenia: “Come realizzare un’esperienza sul campo che permetta di apprendere in modo innovativo e continuativo“.
👉 Le illusioni dell’apprendimento: quando gli studenti credono di aver capito
Ilenia: “Comprendere non significa apprendere: a volte gli studenti sopravvalutano ciò che sanno, privilegiando uno studio più semplice ma meno produttivo”.
