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risorse intelligenti per la scuola
NEWSLETTER #47 – Agosto 2026
Quando prendiamo una decisione, cosa la rende davvero una buona decisione? Oppure, detto in un altro modo: quante decisioni prendiamo ogni giorno senza mettere in discussione le nostre credenze (o peggio, per inerzia)?
I contenuti che abbiamo selezionato questo mese parlano di decisioni prese “perché si è sempre fatto così”, di investimenti fatti senza sapere davvero cosa funziona, di iniziative che sembrano importanti ma che spesso incidono meno di quanto immaginiamo.
Ma attenzione, le organizzazioni, i gruppi, le persone crescono quando smettono di dare per scontate le proprie convinzioni.
Gli argomenti di agosto:
- 🧭 Ma che cos’è che genera le iscrizioni? Il percorso che porta una famiglia a scegliere una scuola è spesso una “scatola nera”.
- 🍸 No branding no party. I numeri raccontano cosa succede quando una scuola investe nella propria identità.
- 😄 Cosa ti rende felice al lavoro? Il wellbeing nasce da come si lavora, non dai benefit.
🧭 Ma che cos’è che genera le iscrizioni?
📌 Segnalato da Edoardo
Ecco un articolo che affronta uno dei problemi più diffusi nelle scuole: sapere quante iscrizioni sono arrivate… ma non sapere davvero cosa le ha generate.
La scena è familiare: si investe in campagne Google, Facebook, open day, sito web, brochure. Alla fine dell’anno arrivano le iscrizioni. Poi ci si chiede: “Ok, ma cosa ha funzionato?”.
“Il percorso che porta una famiglia a scegliere una scuola è spesso una scatola nera”, osserva Edoardo. “L’ultimo passaggio (l’open day o il colloquio) è più visibile. Molto meno lo sono tutti i micro-momenti che lo hanno reso possibile: una ricerca su Google, un articolo letto mesi prima, una newsletter aperta, una pagina visitata più volte. Vediamo tantissime scuole che continuano a investire su canali completamente morti solo perché «lo abbiamo sempre fatto», mentre tagliano budget su cose che in realtà portano risultati ma non hanno visibilità”.
Decisioni da migliaia di euro prese sostanzialmente a sensazione. Con budget stretti e concorrenza aggressiva, non è più sostenibile.
Ma siamo fiduciosi: “Anche delle implementazioni semplici farebbero una differenza enorme: iniziando a tracciare first-touch + last-touch si può capire quali canali generano awareness e quali chiudono le iscrizioni e non brancolare nel buio totale attuale“.
🍸 No branding no party
📌 Segnalato da Matteo
Continuando a parlare di cosa genera le iscrizioni, vogliamo rispondere a questa domanda: vale davvero la pena investire sul brand di una scuola?
Questo studio prova a rispondere con i numeri, analizzando i risultati di 253 scuole K-12 prima e dopo un progetto di branding: nel giro di 12 mesi le scuole vedono in media un +8,4% di iscritti, che salgono a +18,7% a 24 mesi e +24,1% a 36 mesi.
Altri dati? Matteo, che ne è un amante, ce ne snocciola un po’: le richieste crescono del 32,4% in un anno; le application del 27,3% a 12 mesi e 41,2% a 24 mesi.
Ancora più interessante è il dato sul ritorno dell’investimento: il ROI continua a crescere anno dopo anno, segno che un brand forte produce effetti che si consolidano nel tempo.
Il branding non serve a sembrare più belli, continuiamo a ribadirlo.
Serve a essere più riconoscibili, più memorabili e più coerenti ogni volta che una famiglia entra in contatto con la scuola. Questo aumenta la fiducia. E tutto ciò genera più iscitti.
👉 Leggi lo studio
😄 Cosa ti rende felice al lavoro?
📌 Segnalato da Andrea
Negli ultimi anni il wellbeing è diventato uno dei temi più citati nel mondo del lavoro. Ma cosa significa davvero creare benessere in un’organizzazione?
L’articolo parte proprio da questa domanda e distingue due approcci molto diversi. Da una parte ci sono le iniziative di facciata: benefit, eventi, piccoli incentivi che fanno parlare ma spesso cambiano poco. Dall’altra ci sono gli interventi che incidono sul modo in cui le persone lavorano ogni giorno: obiettivi chiari, autonomia, relazioni sane, feedback utili, tempi sostenibili.
È una riflessione che riguarda anche le scuole.
Il benessere di docenti e collaboratori non dipende solo dalle iniziative dedicate, ma soprattutto da come si prendono le decisioni, da come si distribuiscono i carichi di lavoro e da quanto le persone riescano a trovare senso in ciò che fanno. Emozioni positive frequenti, senso di appartenenza, percezione di progresso nel proprio lavoro sono la base.
Al lavoro “felicità” non è fare tutti contenti sempre, ma creare condizioni in cui è più facile fare un buon lavoro, sentirsi competenti e vedere un senso in quello che si fa.
Dal BLOG di Education Marketing Italia
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Ecco gli articoli che abbiamo scritto questo mese:
👉 Il Content Ecosystem nella scuola: può aumentare fiducia, reputazione e nuove iscrizioni
Giulia: “Una scuola non ha bisogno di pubblicare più contenuti ma di costruire connessioni tra quelli che già produce per essere più utile, coerente e credibile nel tempo“.
👉 Meta Business Portfolio: cosa deve sapere una scuola
Edoardo: “Portfolio Business, Partner, Pixel: una guida per le scuole per capire meglio gli strumenti di Meta e evitare problemi“.
👉 Collaborazione tra insegnanti: una chiave per il successo educativo
Ilenia: “La collaborazione tra docenti non è una dimensione essenziale per promuovere lo sviluppo professionale, il miglioramento organizzativo e il successo formativo degli studenti“.
👉 Didattica laboratoriale: apprendere attraverso l’esperienza
Ilenia: “Come mettere l’alunno al centro del processo di apprendimento rendendolo autonomo e consapevole“.
