INSIEMI #46 | Luglio 2026


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risorse intelligenti per la scuola

NEWSLETTER #46 – Luglio 2026

 

Questo mese parliamo di distanza. Non quella geografica.

La distanza tra ciò che viviamo e il modo in cui lo rappresentiamo. Tra chi siamo e come ci raccontiamo. Tra un contenuto autentico e uno costruito per sembrarlo. Parliamo della memoria del web che rischia di sparire, di “design imperfetto” e di quella vocina che a volte sentiamo parlare dentro di noi. Parliano anche di vacanze, e del confine sottile tra turista e viaggiatore (e cosa dice di noi la distinzione che scegliamo).

Quattro temi diversi, una domanda sola: cosa stiamo dando per scontato?

Buon luglio!

Gli argomenti di questa edizione:

  • 🗂️ Memoria digitale: cosa succede quando il web non conserva più la sua storia
  • 🎨 Autenticità e imperfezione: quando il “perfetto” diventa sospetto
  • 🧠 Pensiero e voce interiore: non tutti hanno quella voce dentro sé che “parla”. Tu la senti?
  • 🪞 Identità e percezione: chi siamo davvero quando ci raccontiamo

 

🗂️ Memoria digitale: cosa succede quando il web dimentica

📌 Segnalato da Matteo

Un articolo di Wired apre una questione tanto tecnica quanto culturale: chi controlla la memoria del web?

La Wayback Machine dell’Internet Archive è attiva dal 1996 e ha conservato nel tempo oltre un trilione di pagine. Che cos’è? È uno strumento usato ogni giorno da giornalisti, ricercatori e avvocati per verificare versioni precedenti di contenuti online e ricostruire la storia digitale di siti e articoli.

Eppure oggi alcuni grandi editori stanno iniziando a bloccare il crawler che permette l’archiviazione delle pagine. La motivazione ufficiale è la tutela del copyright e il timore legato all’uso dei contenuti da parte dei sistemi di AI.

Ma, come sottolinea Matteo, qui si apre una contraddizione difficile da ignorare: si tenta di limitare lo scraping (cioè il prelievo automatizzato di dati e contenuti) delle aziende tecnologiche, ma l’effetto collaterale è un altro, più profondo. Si indebolisce la possibilità di conservare la memoria pubblica del web.

Il punto è culturale.

Se la storia digitale diventa frammentata o non verificabile, anche concetti come autorevolezza, continuità e affidabilità dei contenuti cambiano forma.

Per chi lavora nella comunicazione scolastica questo tema è tutt’altro che distante: siti web, pagine di presentazione, comunicati e materiali informativi costruiscono nel tempo la reputazione di un’istituzione. E la domanda diventa concreta: cosa resta della nostra storia digitale se non viene più archiviata?

🔗 Lettura consigliata

 

 🎨 L’imperfezione come segnale di autenticità

📌 Segnalato da Edoardo

Portiamo ora l’attenzione su un articolo che riflette su un fenomeno interessante nel design contemporaneo:

il ritorno dell’estetica imperfetta.

In un contesto in cui gli strumenti digitali permettono di raggiungere facilmente risultati perfettamente levigati, l’imperfezione sembra diventare un segnale culturale ricercato. L’autrice dell’articolo proposto da Edoardo però mette in discussione questo ritorno “simulato” del fatto a mano.

Molto di ciò che oggi viene definito analogico, infatti, è in realtà costruito digitalmente: texture, pennelli, effetti che imitano l’irregolarità del reale. Una sorta di “imperfezione progettata”.

La critica è netta: “Limitarsi a simulare l’imperfezione rischia di essere solo una mossa estetica, di certo non un segnale di autenticità. Il vero punto non è riprodurre il segno umano, ma creare contesti e artefatti in cui l’imperfezione sia il risultato naturale del processo, non un effetto aggiunto“.

Edoardo propone un parallelismo concreto e interessante di questo effetto nel mondo della scuola: “spesso oscilliamo tra contenuti di comunicazione troppo grezzi e contenuti eccessivamente patinati. Ma forse il valore sta altrove: sta nell’esperienza diretta, nelle attività che non possono essere completamente replicate online e che proprio per questo risultano autentiche”.

👉 Approfondimento

 

🧠 Pensare senza parole: la voce interiore non è universale

📌 Segnalato da Andrea R

Alcuni di noi pensano con una voce interna. Altri no. Tu?

Andrea segnala una ricerca che mette in luce il tema dell’anendofasia, cioè l’assenza o la forte riduzione del dialogo interiore verbale. In altre parole, non tutte le persone “sentono” i propri pensieri come parole nella mente.

Lo studio mostra che alcune persone elaborano il pensiero in modo diverso: attraverso immagini, sensazioni o concetti non verbalizzati. Non si tratta di una condizione patologica, ma di una variazione naturale dei processi cognitivi.

Questo apre una riflessione importante: a volte si presuppone che tutti elaborino le informazioni nello stesso modo. Ma non è così.

Significa che anche il modo in cui spieghiamo, insegniamo o raccontiamo dovrebbe tenere conto di questa diversità cognitiva, che è meno visibile ma profondamente reale.

👉 Leggi l’articolo

 

🪞 Identità e percezione: chi siamo quando ci raccontiamo

📌 Segnalato da Giulia

Questo mese ci sentiamo un po’ filosofici, e anche Giulia ci propone una riflessione che ruota attorno a una domanda non semplice:

chi siamo e chi crediamo di essere?

Partendo da un articolo di Alice Orrù, il tema del viaggio diventa uno specchio dell’identità. Quante volte distinguiamo tra “turisti” e “viaggiatori”, attribuendo a noi stessi una posizione più consapevole, più autentica?
Eppure questa distinzione non è mai neutra. Dice molto di come vogliamo essere percepiti dagli altri e di come costruiamo la nostra immagine di esperienza e profondità. Infatti, il modo in cui raccontiamo ciò che viviamo spesso dice più di noi dell’esperienza stessa.

È una riflessione che tocca da vicino anche il mondo della comunicazione: ogni racconto costruisce identità, ogni scelta di parole definisce una posizione. E questa consapevolezza accompagna il nostro lavoro tutti i giorni.

👉 Leggi la riflessione

 

Dal BLOG di Education Marketing Italia

Non hai tempo di leggere tutto? Puoi ascoltare le nostre news ovunque tu sia: apri l’articolo e clicca su play 🎧

Ecco gli articoli che abbiamo scritto questo mese:

👉 Modelli educativi internazionali a confronto: come cambiano le scuole nel mondo

Ilenia: “Si può individuare un modello educativo per eccellenza? Mettiamo a confronto alcuni modelli educativi individuando pro e contro“.

👉 Cosa fare con i prospect non iscritti

Andrea: “Nel funnel dell’education marketing i prospect non iscritti non sono persi: offrono dati, feedback e occasioni future di relazione“.

👉 Perché i numeri delle campagne non tornano mai

Matteo: “Perché i dati delle campagne non coincidono? Scopriamo come leggere CRM, GA4, Meta e Google Ads per valutare meglio i lead della tua scuola“.

👉 Il ruolo dei dirigenti scolastici: come la leadership influisce sulla qualità dell’offerta formativa

Ilenia: “Nelle scuole il ruolo del dirigente è un elemento chiave che può influire indirettamente sulla didattica e sull’immagine dell’istituto.

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