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risorse intelligenti per la scuola
NEWSLETTER #45 – Giugno 2026
Giugno.
Da una parte c’è la corsa finale: scrutini, esami, riunioni, rendicontazioni e tutte quelle attività che accompagnano la chiusura di un anno intenso. Dall’altra, quasi inevitabilmente, si riflette sul futuro.
È la rara finestra di opportunità in cui si ha il tempo di chiedersi: cosa vogliamo costruire? Cosa funziona? Cosa deve cambiare?
Le letture che abbiamo selezionato questo mese parlano di educazione, tecnologia, intelligenza artificiale, sostenibilità, cittadinanza digitale e futuro. Ma soprattutto parlano di persone. Come aiutiamo una persona a crescere? Come sviluppiamo pensiero critico? Come costruiamo libertà, responsabilità e consapevolezza?
Noi crediamo che una buona scuola non sia quella che rincorre ogni cambiamento, bensì quella che riesce a comprenderlo senza perdere di vista ciò che conta.
Di cosa parliamo questo mese:
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- 🧭 La scuola serve a trovare lavoro o a trovare sé stessi
- ⚖️ Merito: valore universale o parola da maneggiare con cautela?
- 🎭 Se l’AI sa fare tutto, cosa resta davvero umano?
- 🌍 L’impatto nascosto dell’intelligenza artificiale sul pianeta
- 🛡️ L’Europa vuole vietare i social ai minori: svolta o illusione?
🧭 La scuola serve a trovare lavoro o a trovare sé stessi?
📌 Segnalato da Giulia
Giulia ci propone una riflessione che probabilmente molti di noi hanno fatto almeno una volta. Partendo da un intervento del filosofo Massimo Cacciari, torna una domanda che attraversa il dibattito educativo da decenni:
La scuola deve preparare al lavoro o deve formare persone?
Cacciari è drastico: la scuola dovrebbe essere un posto che “apre mondi e porte mai visti prima […] di crescita personale e di liberazione della propria anima, eppure oggi è costantemente trasformato in una fabbrica di lavoratori addestrati”.
Giulia racconta però anche il proprio conflitto interiore: “Il mio percorso di studi mi ha sempre resa grande sostenitrice della tesi che porta Cacciari. D’altra parte, constato che il mercato del lavoro sembra spesso premiare competenze immediatamente spendibili e percorsi più pratici. Mi domando: cosa consiglierei ai miei figli oggi?”.
Se la scuola diventa soltanto formazione finalizzata alla creazione di occupati, secondo Cacciari gli effetti sull’educazione scolastica sono devastanti. E forse un po’ di questi effetti li stiamo già vivendo.
Forse il punto non è scegliere tra cultura e lavoro, ma capire come evitare che una delle due dimensioni cancelli l’altra.
⚖️ Il merito è davvero neutrale?
📌 Segnalato da Filippo
A questa riflessione si collega perfettamente il contributo segnalato da Filippo.
“Il merito sembra un concetto neutro e positivo. Perché allora essere scettici sul suo utilizzo in ambito pedagogico?“.
È la domanda da cui parte l’articolo di Christian Raimo (scrittore e insegnante, laureato in filosofia) che racchiude un dibatto estremamente ampio e frastagliato, in cui alcune ideologie sono trasversali tra orientamenti sociali e politici diversi.
L’autore mette in luce questa prospettiva: spesso si ignorano o si sottovalutano le profonde disuguaglianze che esistono nel sistema educativo, per esempio legate al background sociale, al fatto di essere o meno cittadini italiani, alle condizioni economiche delle famiglie.
Secondo alcuni studiosi, il sistema della valutazione scolastica non solo riproduce le disuguaglianze, ma le legittima: il vantaggio diventa merito, il privilegio diritto, lo svantaggio colpa.
Esiste una verità univoca? Come per tutti gli ambiti che riguardano la psicologia umana ed i rapporti sociali, no. Ma è un buon punto di partenza per qualche riflessione più approfondita. E per ricordare che dietro ogni voto, ogni successo e ogni fallimento esiste una storia più complessa di quanto spesso siamo disposti a vedere.
🎭 Se l’AI sa fare tutto, cosa resta davvero umano?
📌 Segnalato da Giulia
In un’epoca nella quale apri un chatbot, gli chiedi qualsiasi cosa e ottieni apparentemente qualsiasi informazione, a cosa serve “leggere un articolo”?
Giulia ci riporta un passaggio particolarmente interessante di Raffaele Gaito, esperto di digitale e innovazione: un articolo non solo informa ma permette alle persone di venire a conoscenza di cose che non sapevano di voler sapere.
In altre parole, crea spazi di scoperta e di conoscenza non guidati esclusivamente dagli algoritmi.
Scontato? Cruciale.
E l’arte invece? Che ruolo ha?
Sempre Gaito utilizza una metafora molto efficace. Come negli scacchi continuiamo a guardare partite tra esseri umani anche se i computer sono più forti, così nell’arte continuiamo a cercare qualcosa che va oltre il risultato finale: la fatica, la sensibilità, l’intenzione e l’anima che stanno dietro all’opera.
Forse la domanda non è cosa l’AI può fare ma: cosa continuiamo a desiderare che resti umano?
🌍 L’impatto nascosto dell’AI sul pianeta
📌 Segnalato da Andrea R
Quando parliamo di intelligenza artificiale pensiamo quasi sempre a produttività, innovazione e automazione.
Molto meno spesso pensiamo all’energia necessaria per farla funzionare.
Andrea segnala uno studio della Cornell University pubblicato su Nature Sustainability che prova a quantificare questo impatto: “L’AI consuma 10 volte l’elettricità necessaria rispetto a comuni ricerche in internet. Si stima che la domanda globale di energia per i data center aumenterà del 165% entro il 2030 rispetto ai livelli del 2023”.
Sono previsti grandi investimenti per gestire questa espansione, vedremo se non diventerà un’aggravante della crisi climatica in atto invece che essere una potenziale soluzione.
🛡️ L’Europa vuole vietare i social ai minori
📌 Segnalato da Filippo
La Commissione europea sta accelerando sul cosiddetto Digital Fairness Act: Ursula von der Leyen ha annunciato una proposta per imporre un’età minima di accesso ai social media.
La posizione della Commissione Europea è chiara: i bambini non vanno trattati come merce dalle aziende tecnologiche e che le piattaforme non dovrebbero essere progettate per creare dipendenza, ribadendo che spetta all’Europa e non alle Big Tech decidere le proprie regole.
Il provvedimento si inserisce in una visione più ampia del welfare europeo, presentando la tutela digitale dei minori come un’estensione naturale dei diritti già garantiti in ambito sanitario ed educativo.
Si sposta l’attenzione dalla responsabilità individuale a quella sistemica.
Per anni abbiamo chiesto alle famiglie e alle scuole di educare i ragazzi all’uso corretto delle piattaforme. Oggi qualcuno inizia a chiedersi se non sia arrivato anche il momento di chiedere alle piattaforme di essere progettate meglio.
Dal BLOG di Education Marketing Italia
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Ecco gli articoli che abbiamo scritto questo mese:
👉 SEL a scuola: guida pratica per insegnanti sul Social Emotional Learning
Giulia: “Guida al Social Emotional Learning: strategie pratiche per sviluppare competenze emotive e sociali nei tuoi studenti“.
👉 Neuroeducazione e Intelligenza Artificiale: la nuova frontiera dell’apprendimento
Ilenia: “Le conoscenze sul funzionamento del cervello unite alla psicologia e all’intelligenza artificiale rappresentano la frontiera della scuola del futuro“.
