INSIEMI #41 | Febbraio 2026


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risorse intelligenti per la scuola

NEWSLETTER #41 – Febbraio 2026

 

Ciao, siete in pieno clima da Olimpiadi invernali? ⛷️

Qui dalle nostre parti si sente l’aria frizzantina e, tra una discesa e un salto con gli sci, abbiamo selezionato per voi contenuti che ci hanno fatto riflettere su temi importanti per chi lavora nella comunicazione scolastica.

Questo mese non ci occupiamo di agonismo ma delle ultimissime news sugli effetti dei social network. Aggiungiamo anche uno spunto molto interessante su come i team possono gestire l’innovazione. Perché sì, anche nelle scuole la sfida è trovare il giusto ritmo tra creatività e organizzazione.

Di cosa parliamo questo mese:

  • 💡Il ritmo dell’innovazione: come imparano i team (e perché non basta “imparare di più”)
  • 👁️‍🗨️ Danni da Social: tra class action e processi, cosa sta succedendo
  • 🎯 Comunicazione efficace: una campagna ironica dalla Nuova Zelanda che colpisce nel segno

 

💡 Il ritmo dell’innovazione: come imparano i team

📌 Segnalato da Matteo

 

Matteo ci porta una ricerca, condotta da un team di quattro esperti accademici e pubblicata su Harvard Business Review, che offre spunti preziosi per i team che operano nelle scuole, perché affronta un problema comune a molti gruppi di lavoro: la gestione dell’innovazione e il sovraccarico cognitivo.

Gli autori hanno studiato oltre 160 team, scoprendo che la vera differenza non è tanto quanto si impara, ma come e quando si apprendono cose diverse. Le squadre più performanti alternano e orchestrano cicli di apprendimento precisi anziché mescolare attività poco compatibili.

 

La metafora del respiro

Molti pensano che per innovare basti continuare ad accumulare informazioni. Gli studiosi dicono invece che è come respirare: non puoi solo “inspirare” (prendere dati) all’infinito, devi anche “espirare” (riflettere). Se un team continua a raccogliere idee senza mai fermarsi a capire cosa farne, va in sovraccarico cognitivo e si blocca per lo stress.

 

 I quattro modi di apprendere

Secondo la ricerca, ci sono quattro modi in cui un gruppo impara e progredisce:

  • Apprendimento sperimentale: provare cose nuove e accettare di sbagliare per imparare.
  • Apprendimento vicario: chiedere consiglio a chi ha già affrontato problemi simili per non reinventare la ruota.
  • Apprendimento contestuale: osservare cosa succede nel mondo e quali sono le nuove tendenze.
  • Apprendimento riflessivo: fermarsi a ragionare sugli obiettivi e su come sta lavorando il gruppo.

 

La sinfonia contro il caos

Il segreto dei team che ottengono grandi risultati (chiamati “Team Alpha” nello studio) è che non mischiano tutto insieme.

Il Team Alpha separa i momenti: quando si fa brainstorming non si parla di scadenze o dettagli tecnici. Quando si riflette, non si cercano nuove idee. Questo rende tutto più fluido e meno faticoso.

Il Team Omega, invece, fa tutto contemporaneamente. Mentre qualcuno propone un’idea creativa, un altro lo interrompe con un dettaglio burocratico. Risultato? Frustrazione, perdita di tempo e idee che non decollano mai.

L’innovazione non nasce dal fare “di più”, ma dal fare le cose con la sequenza corretta. È come una sinfonia di Beethoven: ci sono momenti di grande tensione (esplorazione e prove) e momenti di risoluzione (riflessione e pianificazione). Se suoni tutte le note insieme, ottieni solo rumore.

Come dice Matteo: “È interessante perché sfata il mito che basta imparare sempre di più per innovare. In realtà, la chiave è saper organizzare tempi e modalità differenti di apprendimento nel team.”

 

🔗 Leggi lo studio

👁️‍🗨️ Danni da Social: tra class action e processi, cosa sta succedendo

📌 Segnalato da Andrea R. e Edoardo

 

Il tema dei social network e dei loro effetti sui minori (e non solo) è sempre in primo piano e merita attenzione da parte di tutti. Per questo Edoardo e Andrea ci segnalano una notizia di attualità e una ricerca interessante.

 

La prima class action italiana contro i social

A Torino, lo scorso ottobre, è stata avviata la prima class action inibitoria contro Meta (Facebook, Instagram) e TikTok, che arriverà al tribunale di Milano in questi giorni. Promossa da uno studio legale torinese e dal MOIGE e basata su studi neuropsichiatrici e legali, si prefigge l’obiettivo di tutelare la salute mentale dei minori dagli effetti dei social network.

Cosa chiede l’azione legale:

  • La rimozione di meccanismi di dipendenza (come lo scroll infinito e le notifiche persistenti)
  • Una reale verifica dell’età per minori di 14 anni
  • Maggiori avvertenze esplicite sui rischi per la salute psicofisica

Oltre alla class action, gli avvocati hanno attivato un portale per la raccolta di segnalazioni e testimonianze dalle famiglie i cui figli hanno subito danni dalla frequentazione dei social. Le segnalazioni secondo i proponenti servono a “creare le basi per un’azione risarcitoria di massa”.

 

🔗 Leggi l’articolo

 

I numeri della dipendenza da TikTok

A supporto di queste preoccupazioni, Edoardo ci condivide un’analisi approfondita del Washington Post che esamina come l’algoritmo di TikTok riesca a creare una vera e propria dipendenza digitale attraverso un flusso infinito di contenuti personalizzati.

Monitorando i dati di oltre mille utenti per diversi mesi, lo studio rivela che anche chi utilizza l’app saltuariamente finisce per raddoppiare il proprio tempo di visione, sviluppando abitudini compulsive e una maggiore velocità nello scorrere i video.

Il dato più impressionante?

Secondo documenti interni di TikTok citati dal Washington Post, bastano appena 260 video (circa 35 minuti) per formare un’abitudine sull’app. Una volta stabilizzata, l’apertura dell’app diventa un gesto automatico, paragonabile allo spegnere la luce uscendo da una stanza.

Gli esperti intervistati spiegano che il design della piattaforma è strutturato per erodere l’autocontrollo, influenzando negativamente la vita sociale e la salute mentale dei soggetti coinvolti. Nonostante l’azienda offra strumenti per limitare l’uso, la ricerca evidenzia come questi risultino spesso inefficaci di fronte alla natura estremamente stimolante della piattaforma.

 

🔍 Esplora l’analisi del Washington Post

 

🔴 Breaking news

 

La Commissione Europea accusa formalmente TikTok

Proprio mentre chiudiamo questa newsletter arriva la notizia che tutti aspettavano: il 6 febbraio 2026 la Commissione Europea ha formalizzato le accuse contro TikTok per violazione del Digital Services Act (DSA).

L’accusa è chiara: TikTok avrebbe progettato deliberatamente un sistema che favorisce la dipendenza comportamentale, mettendo a rischio la salute mentale di milioni di minori europei. Nel mirino ci sono proprio le funzionalità che abbiamo descritto: scroll infinito, autoplay, notifiche push e l’algoritmo di raccomandazione.

La Commissione ritiene che TikTok debba modificare il design di base del servizio, disattivando gradualmente le funzionalità che creano dipendenza e introducendo pause obbligatorie nell’uso, anche durante la notte.
Se la violazione sarà confermata, TikTok rischia sanzioni fino al 6% del fatturato mondiale – circa 8 miliardi di euro.

 

🔗 Leggi il comunicato stampa della Commissione

 

Negli USA: Google e Meta a processo per “design che crea dipendenza”

E mentre l’Europa accusa TikTok, dall’altra parte dell’oceano si apre un processo storico. A Los Angeles Google e Meta sono finiti sul banco degli imputati con l’accusa di aver progettato deliberatamente algoritmi pensati per creare dipendenza nei minori.

La strategia legale è innovativa e si allinea perfettamente con le notizie citate sopra: si discute come sono costruite le piattaforme, le scelte di design, le logiche di raccomandazione, i feedback continui.

I numeri fanno riflettere: sono circa 1.600 i querelanti, tra oltre 350 famiglie e 250 distretti scolastici. TikTok e Snapchat hanno preferito patteggiare per cifre non rese pubbliche, mentre Meta e Google hanno scelto di andare a processo. Sono previste le testimonianze di Mark Zuckerberg (CEO di Meta),  Neal Mohan (YouTube) e Adam Mosseri (Instagram).

l’esito potrebbe influenzare migliaia di altre cause simili depositate negli Stati Uniti contro i giganti del tech e potrebbero cambiare le regole del gioco per l’intero settore.

Come dice Edoardo: “Credo che sia importante per chi fa comunicazione nel mondo dell’education confrontarsi con il tema per capire se e come presidiare un luogo dove sempre più persone passano sempre più tempo, che però produce dipendenza, distacco sociale, distorsione della percezione del tempo e distruzione della capacità attentiva.”

 

🔗 Leggi il comunicato stampa della Commissione

 

🎯 Comunicazione efficace: una campagna ironica che colpisce nel segno

 

📌 Segnalato da Edoardo

 

Chiudiamo con un esempio positivo di comunicazione ben riuscita che Edoardo ha scovato nei suoi approfondimenti: “Visto che qua in Italia si discute di educazione sessuale sì, educazione sessuale no, mi sembra interessante dare come spunto di comunicazione, una campagna che utilizza l’umorismo per coinvolgere giovani, genitori e scuole, facilitando il dialogo e provando a superare la difficoltà di affrontare temi delicati rendendo il messaggio più fruibile.”

La campagna “Keep It Real Online” sull’educazione sessuale e sicurezza sul web, realizzata in Nuova Zelanda qualche anno fa, è ancora attiva ed è uno strumento molto concreto e accessibile per supportare insegnanti e genitori nell’affrontare le sfide legate all’uso di internet da parte di bambini e ragazzi.

 

👀 Guarda gli spot pubblicitari

 

Cosa offre la campagna:

  • Strumenti e consigli pratici per tutelare i più giovani dai rischi online
  • Risorse per affrontare temi come il grooming (l’adescamento di minori da parte degli adulti sui social), la pornografia e il cyberbullismo
  • Un approccio che utilizza l’umorismo per coinvolgere giovani, genitori e scuole

 

🔍 Esplora il sito

 

🎮 C’è gioco e gioco…

Non hai ancora sbirciato “Good Game”? Dai un’occhiata all nuova rubrica dedicata al mondo dei videogame e alle loro potenzialità educative.

Se ne parla spesso come “problema”, ma i videogame possono essere strumenti potenti di apprendimento, creatività e collaborazione.

Un contenuto al mese vi porta in questo universo, per informarsi davvero e scoprirlo con occhi nuovi, con consigli per tra scuola, famiglie e ragazzi.

Leggi la sesta puntata:

Good Game – Controlli parentali: proteggere senza spegnere il divertimento

 

Dal BLOG di Education Marketing Italia

Non hai tempo di leggere tutto? Puoi ascoltare le nostre news ovunque tu sia: apri l’articolo e clicca su play 🎧

 

Ecco gli articoli che abbiamo scritto questo mese:

👉 Insegnare in classi multiculturali: sfide e opportunità

Ilenia: Recitare può trasformarsi in uno strumento di apprendimento alternativo e di aiuto per la costruzione dell’identità degli alunni.”

👉 Il Tone of Voice nella comunicazione scolastica

Valeria: “Scopri come costruire partnership locali per la scuola: progetti culturali, sociali, sportivi e professionali con il territorio per crescere e aumentare la reputazione.

👉 Didattica musicale: imparare con la musica

Ilenia: “La musica è un canale di comunicazione universale che a scuola semplifica e rende creativo l’apprendimento delle discipline.

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