INSIEMI #35 | Agosto 2025


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risorse intelligenti per la scuola

NEWSLETTER #35 – Agosto 2025

 

C’è chi sta progettando, chi riflette, chi rimanda. Chi sente il bisogno di trovare un senso più forte nel proprio lavoro, di ricostruire fiducia, di non restare indietro.

Nel frattempo, fuori dalla scuola il mondo accelera, cambia, polarizza. Alcuni segnali fanno riflettere, altri preoccupano davvero. Ecco perché, in questa newsletter, proviamo a fermarci un attimo a raccogliere pensieri, dati e scenari per guardare al rientro con lucidità e non solo con frenesia.
Gli argomenti di questa newsletter:

  • 🔥 L’autonomia accademica è sotto attacco?
  • 🌓 Il futuro del lavoro è già iniziato: c’è chi rischia e chi si trasforma
  • 🪷 Fermati, respira, scegli

 

🔥 L’autonomia accademica è sotto attacco?

📌 Segnalato da Matteo

Negli USA, la fine dell’anno scolastico appena passato si è caratterizzato da uno scontro epocale tra governo e università.

L’amministrazione Trump ha minacciato di bloccare miliardi di fondi federali a atenei come Harvard, Columbia, MIT, Stanford, Yale e altri, se non accetteranno un pacchetto di richieste molto pesanti. Vi domandate quali siano queste richieste? Eccone alcune:

  • ‭eliminare i programmi di Diversity, Equity & Inclusion (DEI);
  • ‭abolire le preferenze razziali in ammissioni e assunzioni;
  • ‭introdurre screening ideologici per studenti stranieri;
  • ‭garantire “diversità di opinioni” nei corsi e nei docenti;
  • ‭vietare le maschere durante le proteste studentesche;
  • ‭introdurre controlli diretti del governo su ricerca, curricula e assunzioni;
  • ‭rischio concreto di perdere lo status fiscale agevolato.

Oltre 180 atenei hanno firmato una dichiarazione congiunta per denunciare il ricatto politico e difendere la libertà accademica. Più di 200 rettori hanno firmato una lettera per ribadire che le università non possono diventare strumenti di propaganda.

Matteo: “È un momento spartiacque, anche per chi si occupa di education in Europa. E quello che mi domando è: quanto è solida la nostra autonomia educativa? Siamo davvero immuni da derive politiche?

🔎 Leggi: ‘A multi-front war’: How a lobbying heavyweight is advising universities to handle the Trump administration

Quando anche Harvard vacilla: cosa può insegnarci questo caso

Edoardo porta questa riflessione sul tema: “In breve: l’amministrazione Trump ha congelato 2,2 miliardi di dollari in finanziamenti federali ad Harvard, minacciando di congelare fino a 9 miliardi, e ha vietato l’ammissione di nuovi studenti internazionali che rappresentano il 27% del corpo studentesco. Questi provvedimenti colpiscono al cuore il modello operativo di Harvard: l’11% dei ricavi dipende da fondi federali e gli studenti internazionali costituiscono una fonte significativa di diversità e entrate”.

Harvard rischia di vedere compromessi i suoi pilastri fondamentali: capacità di ricerca scientifica, attrattività internazionale, indipendenza accademica e reputazione globale.

Se Harvard, con 400 anni di storia e un fondo patrimoniale da 53 miliardi di dollari, può essere messa in difficoltà da cambiamenti politici esterni, nessuna istituzione educativa può considerarsi immune.

E continua: “Credo che ogni istituzione educativa dovrebbe attrezzarsi per strutturare un sistema di risk assesment che permetta di analizzare scenari possibili, prevenire ciò che è prevedibile ed essere più reattiva quando si presentano i cigni neri”.

🔎 Leggi: Trump contro Harvard, a rischio 6800 studenti stranieri: i motivi e la storia dello scontro

 

🌓 Il futuro del lavoro è già iniziato: qualcuno rischia, qualcuno si trasforma…

📌 Segnalato da Edoardo

Nel giro di pochi mesi, l’AI è passata da tecnologia “per addetti ai lavori” a presenza quotidiana nelle scuole, nei luoghi di lavoro, nelle agende politiche.
E lo sappiamo: l’intelligenza artificiale porta con sé cambiamenti profondi e ha un impatto crescente sulle scelte strategiche di tutti gli ambiti.

Qualche mese fa è uscito il rapporto Censis-Confcooperative “Economia Artificiale” che ci dà una panoramica sull’impatto dell’IA nel mercato del lavoro italiano.
Il rapporto evidenzia che entro il 2030 circa il 27% delle ore lavorative in Europa sarà automatizzato.

Alcune professioni intellettuali sono a rischio sostituzione: ad esempio contabili, tecnici bancari; mentre altre vedranno l’IA in funzione complementare: come avvocati, psicologi, dirigenti.

Interessante come il rapporto evidenzi che i lavoratori con laurea risultano più esposti sia alla complementarità (59%) che alla sostituzione (33%).

Nelle conclusioni del rapporto si legge: “Risulta evidente l’importanza crescente che avrà in futuro la formazione nell’ambito delle nuove tecnologie, contestualmente al mantenimento della specificità umana all’interno dei processi produttivi.”

 

Un distopico futuro in cui l’IA diventi una forza dominante

E se di futuro stiamo parlando, ecco che un team di esperti (tra cui Daniel Kokotajlo, ex OpenAI) ha elaborato due scenari per il futuro dell’IA per stimolare un confronto serio su cosa accadrebbe se l’IA diventasse una forza dominante.

  1. Scenario “Race”: un’accelerazione incontrollata dello sviluppo dell’IA, alimentata dalla competizione geopolitica e dalla pressione del mercato, che potrebbe portare a una perdita di controllo umano sui sistemi avanzati.
  2. Scenario “Slowdown”: un rallentamento intenzionale dello sviluppo dell’IA, ottenuto attraverso regolamentazioni e cooperazione internazionale, con l’obiettivo di mitigare i rischi e garantire un’integrazione sicura dell’IA nella società.

Filippo, che ci ha segnalato questo approfondimento, ci invita a riflettere: “Sebbene il testo sembri raccontare una corsa verso il baratro per l’umanità, le analisi che pone sono ambivalenti: spingere la corsa o arrestarne il moto?

 

🪷 Fermati, respira, scegli

📌 Segnalato da Andrea C.

Dopo una carrellata di scenari complessi e carichi di urgenza e accelerazioni ci prendiamo un momento per rallentare. Sempre più persone, anche nel mondo scuola, stanno riscoprendo il valore di pratiche come la meditazione o il respiro consapevole: non come evasione, ma come strumento concreto per vivere e scegliere con più lucidità.

In questa intervista Francesco Tassi e Lama Michel Rinpoche (uno dei più noti maestri di buddismo tibetano) parlano con semplicità di tre pratiche/strumenti fondamentali per chi educa e guida da provare a mettere in pratica da subito:

  • respirare con consapevolezza per abbassare la pressione (non solo emotiva).
  • fare silenzio 5 minuti prima di una decisione importante.
  • chiedersi: “Questa scelta è davvero mia?”

Chi lavora a scuola prende ogni giorno decisioni delicate. Questo video non offre soluzioni facili, ma una bussola utile per tornare presenti, con sé stessi e con gli altri. Un contenuto che può diventare spunto formativo, ma anche un regalo da fare a sé stessi prima che inizi il prossimo anno scolastico.

📹 Controlla il RESPIRO e RIVOLUZIONA la tua VITA – con LAMA MICHEL RINPOCHE

 

Dal BLOG di Education Marketing Italia

Sappiamo quanto sia difficile ritagliarsi un momento per leggere tutto. Per questo abbiamo aggiunto un’opzione pratica: apri l’articolo e clicca su play. In pochi istanti, potrai ascoltare le nostre news ovunque tu sia. 🎧

Ecco gli articoli che abbiamo preparato per te questo mese:

👉 Scuole aperte d’estate: una necessità per le famiglie italiane

Ilenia: “La lunga pausa estiva della scuola italiana mette in difficoltà le famiglie che chiedono una soluzione per affrontare l’estate dei figli, senza che questa gravi sul bilancio familiare“.

👉 LinkedIn e X per la scuola: quando (e perché) ha senso esserci

Valeria: “LinkedIn e X per le scuole: scopri quando usarli, con quali contenuti e come evitare gli errori più comuni nella comunicazione istituzionale“.

👉 Educare alla cittadinanza digitale: 9 attività + 9 risorse per insegnanti e genitori

Giulia: “Una raccolta di spunti concreti e approfondimenti per l’estate per insegnanti e genitori“.

👉 Insegnare le lingue straniere nella scuola del futuro

Ilenia: “L’Italia è uno degli ultimi paesi europei nella conoscenza della lingua inglese. Vediamo come migliorare l’insegnamento rendendolo più interessante per i giovanissimi“.

 

 

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